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    July 22

    Notizie che non lo sono?

    Qualcuno di voi mi sa dire quante volte si sono sentiti i giornali strillare gli aumenti del prezzo del petrolio negli ultimi mesi?
     
    Ora qualcuno di voi mi sa dire se qualcuno ha dato
     
     
    notizia?
     
    129 dollari al barile... sono quasi 20 dollari in meno rispetto al picco registrato l'ultima volta che ce ne hanno dato conto. Perché non fa notizia?
    July 17

    Colpettini d staterello

    Oggi, leggo dal blog di Luca Sofri, uno con cui non sono d'accordo politicamente, ma che ho sempre trovato preparato e intellettualmente onesto, il seguente passaggio dell'ordinanza del gip che ha portato all'arresto del Governatore della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco:
     
    Scrive il gip Michela Di Fine (pagina 317 su 400 dell´ordinanza): «Le indagini non hanno sin qui evidenziato situazioni atte a riscontrare incassi diretti di denaro contante in conseguenza delle dazioni effettuate da Angelini. Ma tale circostanza non è assolutamente idonea a inficiare l’ipotesi accusatoria. Apparendo evidente come la prova della destinazione delle somme di persone operanti nel settore istituzionale non è agevole, potendo esse contare su rapporti personali che certamente consentono la gestione del denaro anche per interposta persona».
     
    A prescindere dall'Italiano usato, che mi fa dubitare che nelle facoltà di giurisprudenza ancora lo si parli, trovo il contenuto di questo testo agghiacciante.
     
    In pratica quel che c'è scritto è che NON, e sottolineo NON, ci sono prove che Del Turco abbia effettivamente intascato alcuna tangente, piccola o grande che sia. Ragion per cui cosa afferma il magistrato? Afferma che, anche se le prove non ci sono, non vuol dire che la sua bella teoria, suffragata solo dalle parole dell'ennesimo collaboratore di giustizia che si vuol salvare il culo, non possa essere vera.
     
    Quindi il magistrato ordina l'arresto di una persona, perché NON ci sono prove.
     
    Ora a tutti quei signori che urlano in difesa dei magistrati affermando che c'è un attentato alla democrazia, io vorrei sommessamente ricordare che nelle democrazie liberali una persona è innocente fino a prova contraria e non viceversa.
    La presunzione di innocenza DOVREBBE essere uno dei principi del nostro sistema giuridico.
     
    A questo punto non vedo perché Del Turco non dovrebbe potersi appellare all'Habeas Corpus
     
    Il principio esiste nella Common Law dei paesi anglosassoni dal 1215 D.C. anno in cui Giovanni Senza Terra (proprio il cattivone di Robin Hood) ha promulgato la Magna Charta Libertatum. Dal 1948 è presente nella dichiarazione dei diritti dell'uomo (fonte Wikipedia):
     
    Dal corpus legislativo inglese l'Habeas corpus è passato in tutte le costituzioni occidentali, fino ad approdare alla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, che all'Articolo 9 recita: Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato.

    L'Habeas Corpus sancisce il diritto universale ad appellarsi presso un tribunale contro una detenzione ritenuta ingiustificata.

     

    June 20

    Ogni cosa a suo tempo

    Veltroni: in autunno in piazza contro il governo.
     
    Già, adesso non è il caso, comincia a esserci il sole, l'Argentario è una favola in questa stagione e mamma fa dei rasnìci E C C E Z I O N A L I! Per non parlare dei panini con la cotoletta.
    June 11

    Aho che me stai a scippa er culo?

    Con queste leggiadre parole faceva il suo ingresso nel cinema Deborah con l'acca, al secolo Monica Bellucci, nel fondamentale film "I Mitici: colpo gobbo a Milano". Ovviamente un capolavoro della cinematografia italiana.
    In realtà era una cazzatona, ma era godibile, posto di vedere il film con il giusto stato d'animo, o quanto meno con la debita quantità di birra.
     
    Ne sono passati di anni e Monica è diventata una star a livello internazionale, pur senza essere diventata un'attrice particolarmente dotata, compensa con le innegabili doti di fascino.
     
    Problema. Perché mai i produttori si ostinano a far sì che sia lei stessa ad autodoppiarsi in italiano? Il risultato è semplicemente orribile, vuoi perché come si diceva sopra non è che la bella Monica sia un'attrice da oscar, vuoi perché lo stacco tra il suo agire nel film e le sue parole doppiate è semplicemente troppo evidente.
     
    La stessa cosa si è già vista in passato anche per altri attori, penso ad Asia Argento, per fare un nome.
     
    La verità è che fare il doppiatore non è un compito semplice, bisogna entrare nella parte di un ruolo già recitato, nella maggior parte delle volte da qualcun altro, nella peggiore delle ipotesi da se stessi in un momento diverso. Doppiare se stessi è sempre un errore.
     
    Tanto di cappello dunque ai doppiatori in gamba. Penso ad Amendola (padre) e a Giannini (che non a caso è uno dei pochi che riesca a doppiarsi bene da solo, al netto del fatto che è più bravo quando doppia gli altri). La loro voce nel nostro immaginario è associata ai più grandi nomi del cinema Hollywoodiano: Pacino, De Niro...
     
    Cio che è più sorprendente è che anche ascoltando i film in lingua originale non sembra innaturale il cambio di voce, come se i doppiatori fossero in grado di entrare completamente nel tono e nella voce degli attori originali.
     
    Meraviglioso.
    June 10

    In tre parole

    Minchia che pettinata!
     
    Mi rendo conto che sto scrivendo solo di calcio ultimamente, ma il periodo chiama e in fondo si tratta forse di uno degli argomenti maggiormente vessati dalla cattiva informazione Italiana, sarà per questo che mi appassiona. In fondo, in fondo, non ho ancora smesso di lottare contro il mulini a vento.
    Nei prossimi giorni si scriverà molto, troppo come sempre, sul pessimo avvio degli Azzurri in questi europei e gli stessi che prima tessevano lodi di questa squadra e la davano già come sicura vincente getteranno palate di fango addosso a tecnico e giocatori. Con tutte le colpe oggettive che hanno questi ultimi, basta riascoltare la telecronaca di Rai Uno di ieri sera per rendersi conto della pochezza tecnica e obiettiva di giornalisti e commentatori. Semplicemente ridicoli, non hanno azzeccato un'analisi dal primo all'ultimo minuto.
     
    Ma sono Interista, sono abituato a subire l'informazione deviata o incompetente, non posso dire di stupirmi più di tanto.
     
    Evidentemente i meccanismi di assegnazione dei diritti televisivi per le partite non sono particolarmente incentivanti nei confronti della concorrenza. Sarei proprio curioso di vedere cosa succederebbe se il pubblico avesse a disposizione 3-4 canali differenti per seguire lo stesso evento sportivo con commentatori differenti. 
    June 05

    Il re è morto, viva il re.

    Ho lasciato passare un po' di giorni, che non mi hanno fatto cambiare particolarmente opinione sul Presidente dell'Inter. Al massimo ho da aggiungere il carico che è anche un bastardo, visto che nel corso degli anni è riuscito ad allontanare in malo modo quasi tutte le bandiere della squarda.
    Mancini è solo l'ultimo. Prima ricordo, Simoni, Baggio, Simeone, Pagliuca, Bergomi. Sarei quasi tentato di inserire anche Vieri e Ronaldo, ma loro si sono messi in pari con cazzate altrettanto degne.
     
    Detto questop è arrivato Mourinho, The Special One, e io mi chiedo come faccia Minimo Moratti a non rendersi conto che si è preso in casa un Mancini all'ennesima potenza, bravo uguale se non di più, ancora più arrogante, ancora più accentratore, ancora più telegenico.
     
    Un grande insomma. Ha tutte le carte per essere un vero Bauscia.
     
    Spero che Mourinho duri almeno fino a settembre, prima che il presidente diventi invidioso dell'allenatore e lo mandi via per iniziare la stagione dei "sei allenatori" (tanto per battere un altro record oltre a quelli che ci ha lasciato in eredità il Mancio).
    May 27

    Neanche 10 giorni

    Ora, non è che sia sta novità enorme, ma mi sento di dover esprimere un concetto. Serenamente. Pacatamente.
     
    Massimo Moratti è un coglione!!!
    May 19

    Siamo noi, siamo noi i Campioni dell'Italia siamo noi!

    E' arrivato in puro stile Inter. Soffrendo. Per questo è ancora più bello, anche se proveranno anche questa volta a sminuirne la portata, l'Inter ha vinto contro tutti, gli avversari, la stampa, i tifosi di mezza Italia che speravano di vederci cadere. Perfino contro la sfiga che qualcuno (che non dovrebbe più bazzicare il calcio neanche da lontano se non altro per decenza) aveva incarnato in felini dal nero manto.
     
    Beh guarda un po'... I Campioni dell'Italia siamo noi!!! Alla faccia di tutti quelli che ci vogliono male.
     
    Grazie ai Ragazzi, che hanno stretto i denti e lottato con rabbia e disperazione fino alla fine.
     
    Grazie al Mancio, che ha insegnato a questa squadra a vincere quando sembrava ormai impossibile.
     
    Grazie ai Fratelli, quelli che hanno cuore e palle, quelli che non fischiano quando le cose vanno male, quelli che sono belli e vincenti invece che simpatici e perdenti come vorrebbero alcuni. Quelli zuppi e contenti sotto la pioggia in Duomo.
     
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    May 13

    Nazinger taci, o almeno cambia argomento

    Ovvero... Perché il Papa NON ha il diritto di condannare la legge 194.
     
    Si parla tanto di ingerenza della Chiesa cattolica nella vita politica italiana. Si risponde, dall'altra parte, che la Chiesa ha il diritto/dovere di esprimere le proprie opinioni.
     
    Sbagliato ove non addirittura falso.
     
    Il Papa rappresenta, per chi ci crede, un'autorità morale e religiosa, ma sia la morale che la religione sono cose personali di ogni individuo che nulla hanno a che fare con le leggi dello Stato Italiano, le quali invece devono tutelare tutti i cittadini (e lo ripeto cittadini).
     
    Quello che il Papa può (e deve) dire è che, per un Cattolico l'aborto, è un male e non andrebbe MAI praticato. Non può invece permettersi di contestare una norma legislativa che può influenzare la vita di ogni cittadino Italiano, compresi quelli laici, perfino quelli amorali (dal punto di vista cattolico si intende).
     
    All'interno delle norme dello Stato saranno gli individui a decidere e a fare i conti con la loro coscienza.
     
    Quindi quello che Ratzinger può chiedere è al massimo che i cittadini vengano meglio informati, in modo imparziale aggiungerei io, ma dubito che lui lo farebbe.
     
    Quello che invece NON può fare è chiedere che lo Stato Italiano laico, vada a coprire le debolezze della Chiesa Cattolica. Se la Chiesa parlando ai propri fedeli NON è capace di indirizzarli a non abortire saranno anche un po' problemi suoi. Che la CEI si interroghi sul perché i Cattolici sono sempre meno e anche tra essi sono sempre meno quelli che seguono i dogmi della Chiesa, sarebbe a loro molto più utile piuttosto che continuare  a fare proclami che hanno il solo effetto di creare un clima di scontro tra laici e credenti.
     
    Noi, che siamo laici e vorremmo poter ignorare la Chiesa senza necessariamente essere iconoclasti, ne avremmo anche un po' piene le scatole.
     
    Amen.
    May 09

    Come mai non sono sorpreso

    In Libano è in atto ufficialmente un colpo di stato da parte del gruppo terrorista islamofascista Hezbollah, con cui ricordiamolo D'Alema, in qualità di ministro degli esteri italiano, è andato a braccetto nelle strade di Beirut.
     
    Prodi e D'Alema hanno mandato là i nostri ragazzi in "missione di pace" senza disporre regole di ingaggio che permettessero loro di fare nulla per impedire ai suddetti terroristi di armarsi nuovamente.
     
    Dalla giornata di oggi è di nuovo in corso una guerra civile in Libano.
     
    Ora visto che avevamo tirato via i nostri soldati dall'Iraq a dispetto del fatto che anche in quell'occasione c'era un mandato dell'ONU (chi dice che non è vero o è ignorante o è un bugiardo), qualcuno mi sa spiegare come mai non c'è nessuno
    con le bandiere della Pace ai balconi o a chiedere il ritiro delle truppe?
     
     
    May 06

    Se le parole hanno un senso

    Questa mattina stavo ascoltando Radio 24 sulla strada per il lavoro, avevo beccato il solito passaggio a livello chiuso a Rovello Porro (già il nome del paese è un programma) e quindi ero in ritardo di 10 minuti, cosa che mi ha permesso di sentire il notiziario dell 9.
     
    Ora Radio 24, come tutta l'informazione che nasce da Il Sole 24 ore, è abbastanza equilibrata, ma quando sento che anche loro si esprimono in questi termini mi girano proprio i maroni:
     
    "Un miliziano di Hamas è morto insieme ad altri quattro compagni in seguito ad un attacco dell'esercito Israeliano. L'uomo aveva 23 anni."
     
    Ora se le parole hanno un peso e un significato mi sembra evidente che c'è qualcosa di storto nel modo in cui i giornalisti Italiani riportano le notizie, specialmente considerando che la cosa poteva anche essere espressa in questi termini:
     
    "Cinque terroristi di Hamas sono morti in seguito a un attacco dell'esercito Israeliano, in risposta a un nuovo lancio di razzi Qassam contro Israele dalla striscia di Gaza."
     
    Volendo chiamare le cose con il loro nome questo è il modo giusto di dare la notizia.
     
    Se poi proprio si sente il bisogno di dare un'età al terrorista in questione si poteva anche dire: Uno degli uomini di merda aveva 23 anni. Per fortuna non ne compirà 24.
     
    Ecco magari quest'ultima informazione è meno politicamente corretta... ma proprio sbagliata non mi sento di dire che lo sia!
    May 02

    Il mondo a 7 marce

    Una volta, per la verità non molti anni or sono i giornalisti amavano parlare del mondo a due velocità, come a distinguere quelli che riuscivano a restare al passo con i cambiamenti della società e quelli che invece faticavano ad adeguarsi.
    Ora direi che le due velocità non bastano più, la scatola del cambio del mondo si è evoluta come quella delle nostre auto. Probabilmente 7 marce bastano appena per definire il fluire degli eventi.
     
    Quanto poi sia reale è tutto da definire.
     
    Mi chiedo quanta parte di questa velocità non sia altro che una moda e quanta parte ancora sia solo uno strumento di marketing.
     
    Oggi leggevo, nella sezione B2B de Il Sole 24 Ore on line QUESTO articolo.
     
    Sarà che sto invecchiando anche io in fondo, ma trovo quest'idea del "negozio pop" estremamente stressante. In primo luogo per la definizione, che mi ricorda i tempi in cui i browser non avevano ancora il blocco del pop up e le sessioni di navigazione in cerca di discinte donnine riempivano il buffer di memoria del PC prima ancora di avere il tempo di sbottonarsi i pantaloni.
    In secondo luogo perché, visto che il tempo libero sta diventando il bene più prezioso a nostra disposizione, il suddetto negozio temporaneo avremo il tempo di visitarlo al massimo una volta, prima che cambi completamente il catalogo espositivo, obbligandoci di fatto a prendere una decisione immediata su un potenziale acquisto. Di fatto ci pongono di fronte a un ricatto: "O compri ora questo sbrilluccicoso oggeto del desiderio, lasciandoti guidare dal mero istinto, o non lo troverai mai più e ti mangerai le mani dal rimpianto per sempre!"
     
    (Corollario: visto che nel giro di una settimana questo negozio sarà sparito, scordati di poter sventolare uno scontrino per cambiare un prodotto difettoso o anche semplicemente di una taglia sbagliata).
     
    La trovo un'idea estremamente stressante.
    April 30

    Ma che diamine ci faccio qui?

    Ogni tanto mi chiedo che ruolo doverebbe avere questo blog. Lo leggono in pochi, quasi nessuno.
     
    Che diamine ci sto a fare qui? Non è solo per perdere tempo invece di lavorare, questo è certo.
    Principalmente scrivo per me stesso, non mi interessa eccezionalmente fare audience, è un modo per
    fermare i miei pensieri che altrimenti scapperebbero via.
     
    Allora perché non tieni un normalissimo diario, chiederete voi? (ma voi chi poi? voi gli altri me, forse).
     
    Credo che l'idea di mettere in piazza i miei pensieri, di metterli a disposizione di tutti (e nessuno),
    al di là del mio palese narcisismo e istrionismo, sia molto liberatoria. Aiuta a sfogare all'esterno
    la tempesta che ho dentro senza necessariamente farla pesare a persone in carne ed ossa che mi stanno
    a fianco. Tant'è che raramente scrivo qui per esternare le mie frustrazioni. Non è una cosa banale,
    sono in tanti a usare il loro weblog come "muro del pianto".
     
    Questo per quanto mi riguarda.
     
    Considerazioni più generali e interessanti si possono leggere QUI.
    April 29

    Igh igh igh...

    Facciamo che alla luce dei risultati elettorali del comune di Roma ridacchio un altro po'.
     
    Promemoria:
    Si dice che la sinistra abbia perso Roma sulla questione sicurezza. Beh a mia memoria l'unico posto al mondo
    in cui io sia stato rapinato, nel settembre del 2004, con tanto di serramanico ad accarezzare le scapole è Roma.
     
    Non il Cairo, non Istanbul, non Mosca. Roma.
    April 25

    Sono soddisfazioni

    Quando proprio non ce la fate più, siete stanchi, annoiati dal lavoro e magari perfino un tantinello depressi... ricordatevi che potete sempre andare a bazzicare qualche forum o blog di sinistro che ancora non riescono a farsi una ragione della batosta che hanno preso. Che poi qualcuno di loro davvero pensava che fosse possibile una vittoria di Uolter. Sono impagabili, se non ci fossero bisognerebbe inventarli.
     
    No sul serio. Ancora non riescono a rendersi conto che tutto quel che è successo è frutto della loro arroganza intellettualoide, ancora si chiudono nel loro maniero di autoreferenzialità convinti che i 20 milioni di voti che hanno raccolto PdL e Lega debbano essere necessariamente il frutto di una massa becera e ignorante o ancor meglio, ipnotizzata dalle televisioni di Silvio.
     
    Meno male che ci sono, a perenne monito di come si rischia di diventare quando si perde il contatto con la realtà per troppo tempo.
     
    Ecco diciamo che ora loro con la realtà ci hanno fatto un frontale.
     
    Senza Airbag.
     
    Ridacchio un altro po' e me ne vado a dormire, domani si parte per la germania (ah, volo Lufthansa eh).
    April 18

    Commenti a freddo

    Avevo promesso dei commenti a freddo sulle elezioni.
     
    Li potete trovare su Koiné
    April 14

    Commento a caldo

    !!! G - O - D - O !!!
     
    Più avanti, a freddo, vi racconterò perché è andata così. Per adesso gongolo.

    Pensieri contro

    Brevi considerazioni sulla pochezza del pensiero antagonista no-global.
     
    Questi signori sono contro tutto per definizione: no-oil, no-ogm, no le ruote di mia nonna che se no era na carriola.
     
    Allora facciamo il conto delle notizie di questi giorni Il prezzo dei cereali nel mondo è raddoppiato, creando ovviamente seri problemi in tutti quei paesi che proprio ricchi non sono. Le cause di questi aumenti sono dovuti senza dubbio a speculazioni, ma anche al fatto che nei grandi paesi produttori si è diffusa la tendenza a convertire le coltivazioni a tutti quei vegetali che possono essere utilizzati per la produzione di bio-combustibile (etanolo, biodiesel e quant'altro). La ragione evidente è che i contadini guadagnano decisamente di più in questo modo ed è molto politicamente corretto ambientalisticamente parlando.
     
    Con questo abbiamo sistemato la parte no-oil.
     
    Il problema adesso è quello di sfamare una consistente fetta della popolaione mondiale che non si può più permettere grano e cereali. La soluzione potrebbe essere quella degli organismi geneticamente modificati. La ricerca in questo senso permetterebbe di sfruttare terreni aridi e zone a bassa piovosità che al momento sono improduttive.
     
     
    Ora come la mettiamo con la parte no-ogm?
     
    Certo una soluzione terza ci sarebbe, accelerare il deforestamento in amazonia per aumentare gli spazi coltivabili.
    Vi piace come idea?
     
    Cari i miei no-global, forse in prima elementare non eravate attenti, ma permettete di ricordare che 1+1 fa 2.
    April 11

    La Corazzata Potiomkin è una cagata pazzesca

    Uscirà presto anche su Koiné, ma voglio pubblicare anche qui il mio ultimo "articolo" (non sono un giornalista, il virgolettato è d'obbligo.
     

    La campagna elettorale è agli sgoccioli, per fortuna, ma nelle sue mosse conclusive si accende nuovamente con una virulenza che sembrava dover essere dimenticata da quelle mosse preliminari che avevano avvicinato i leader dei due schieramenti sul sentiero di riforme condivise. Dico leader dei due schieramenti perché qualcuno ha deciso che adesso è politicamente corretto esprimersi così, ma poiché io sono di destra e questo nel linguaggio comune significa intimamente malvagio mi posso permettere anche di dire Silvio Berlusconi e Walter Veltroni. Ecco l’ho detto.

    Ahhh che liberazione. Silvio Berlusconi. Walter Veltroni.

     

    Ci tengo a scrivere questo articolo PRIMA della conclusione del grande spettacolo, perché farlo con il senno di poi, conoscendone gli esiti mi sembrerebbe meno onesto e certamente più distaccato, invece io amo scrivere con la passione del momento, viva e bruciante. Non ci tengo a sembrare obiettivo perché l’obiettività troppo spesso diventa una scusa per non prendere posizione. Non apprezzo quelli che osservano le cose dall’alto di una posizione “terza”, non apprezzo quelli che dicono che votano turandosi il naso, come ad affermare che “non hanno altra scelta”.

     

    Chi parla così non fa altro che applicare alla vita la favola della volpe e l’uva. In Italia di questi ce ne sono fin troppi. No, c’è una guerra, politica quanto volete, ma sempre guerra perché in Italia più che altrove qualunque divergenza diviene un conflitto, e in una guerra bisogna SCEGLIERE da che parte stare.

    Io ho fatto una scelta precisa e in base ad essa intendo agire ed esprimermi, pur essendo consapevole che non c’è (e non ci sarà mai) un soggetto politico o un candidato premier che incarni perfettamente il mio pensiero, se ci fosse quel candidato sarei io.

     

    Fatta questa premessa partiamo dagli ultimi giorni della campagna elettorale e dal vivace scontro che è sortito. In queste ore viene dato grande risalto alle colorite uscite dei leader del PdL, con particolare attenzione a quelle di Silvio Berlusconi e di Umberto Bossi prima di lui, che sono tornati ad essere fedeli al loro stile e senza usare i filtri linguistici tipici del politichese. A quanto pare questo ha dato un grande fastidio ai giornalisti, ai politici di professione (di parte avversa ovviamente) e a tutta quella gran massa di Italiani che amano atteggiarsi a persone civili e moderate, salvo poi entrare negli stadi tutte le domeniche per dare del cornuto all’arbitro, nel migliore dei casi, e per far rissa con la tifoseria avversaria, nel peggiore.

    Sono bersagli facili è come sparare sulla Croce Rossa, pardon espressione politicamente corretta.

     

    Ricordate Full Metal Jacket?

     

    “Come fai a sparare anche a donne e bambini?”

    “E’ facile sono più lenti, miri più vicino”

     

    Ecco questo è ciò che hanno fatto i giornalisti in questi giorni.

     

    A quanto pare è invece passato sotto silenzio un attacco di un’arroganza e di una violenza inaudita, portato da Veltroni solo un paio di giorni or sono. Certo il Uolter nazionale si è espresso in modo infiocchettato usando parole difficilmente attaccabili; ribattere richiederebbe la volontà e la capacità di leggere tra le righe ed esporrebbe ad accuse di paranoia o peggio.

    Pazienza, visto che sembra che nessun altro sia disposto a farlo credo che lo farò io.

    Veltroni ha scritto una lettera a Berlusconi, facendola ovviamente recapitare dal suo postino personale: Il Corriere della Sera, in cui lo invitava a sottoscrivere un accordo nel quale si sarebbe dovuto impegnare a difendere la Costituzione, l’unità d’Italia e i valori Repubblicani.

    Io spero che a nessuno siano sfuggiti i sottintesi di simili affermazioni, ma nel caso fosse successo, ci tengo a farveli notare io anche perché mi offre lo spunto per parlare di due argomenti che avrei voluto trattare da tempo: la Costituzione Italiana e la natura conflittuale e manichea degli Italiani.

     

    L’accusa, che a me sembra evidente, che Veltroni rivolge a Berlusconi con queste parole è  quella di essere un fascista, un potenziale dittatore che rappresenta un pericolo per la democrazia, la libertà e la tanto amata (?) unità d’Italia. Scusate se è poco, ma a mio parere la violenza di queste insinuazioni è ben più grande di quella che possiamo trovare nelle battute di Berlusconi o nelle folkloristiche  uscite di Bossi, posto che i Lombardi e i Veneti sono troppo impiegati a tirare la carretta di questo disastrato paese per poter perder tempo a oliare i Kalashnikov e a fare esercitazioni di tiro al terrone.

     

    Partiamo da queste considerazioni per trattare dei due argomenti a me cari, cominciando dal primo, la Costituzione Italiana di cui Veltroni, tanto altruisticamente, si è fatto paladino.

     

    Per parafrasare Paolo Villaggio: LA COSTITUZIONE ITALIANA è UNA CAGATA PAZZESCA.

     

    Non mi aspetto i canonici 92 minuti di applausi; vado quindi a spiegarmi.

    Qualcuno si è mai preso la briga di leggere la nostra costituzione? Non dico tutta, ma quantomeno la parte iniziale denominata “Principi Fondamentali”; stiamo parlando cioè di quei fondamenti su cui si basa una Nazione, che dovrebbero ispirare i cittadini a sentirsi parte di una comunità a impegnarsi per la sua sopravivenza e per la sua crescita. Sono quei principi che danno orgoglio nel senso migliore del termine, che invitano ad avvolgersi con la propria bandiera per motivi che siano altri oltre al calcio.

    Voglio portare due esempi che sono quelli delle due più antiche democrazie occidentali in epoca moderna: quello Francese e quello Americano (intesto come Stati Uniti D’America).

    La costituzione Francese, del 1958, richiama esplicitamente a quella dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789 seguita alla rivoluzione Francese. Ne riporto qui solo l’incipit e i primi due fondamentali articoli:

     

    Dichiarazione dei diritti dell'Uomo e del Cittadino

    Parigi, 26 agosto 1789

     I rappresentanti del Popolo Francese, costituiti in Assemblea Nazionale, considerando che l'ignoranza, l'oblio o il disprezzo dei diritti dell'uomo sono le uniche cause delle sciagure pubbliche e dalla corruzione dei governi, hanno stabilito di esporre, in una solenne dichiarazione, i diritti naturali, inalienabili e sacri dell'uomo, affinché questa dichiarazione, costantemente presente a tutti i membri del corpo sociale, rammenti loro incessantemente i loro diritti e i loro doveri;

    affinché maggior rispetto ritraggano gli atti del Potere legislativo e quelli del Potere esecutivo da poter essere in ogni istanza paragonati con il fine di ogni istituzione politica; affinché i reclami dei cittadini, fondati da ora innanzi su dei principi semplici ed incontestabili, abbiano sempre per risultato il mantenimento della Costituzione e la felicità di tutti. In conseguenza, l'Assemblea Nazionale riconosce e dichiara, in presenza e sotto gli auspici dell'Essere Supremo, i seguenti


    Diritti dell'Uomo e del Cittadino:

    Articolo 1
    Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti. Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sull'utilità comune.

    Articolo 2
    Il fine di ogni associazione politica è la conservazione dei diritti naturali ed imprescrittibili dell'uomo. Questi diritti sono la libertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza all'oppressione.

     

    Di seguito uno stralcio della Dichiarazione d’indipendenza Americana datata 1776

     

    L'Unanime Dichiarazione dei Tredici Stati Uniti d'America.

    Quando nel corso di eventi umani, sorge la necessità che un popolo sciolga i legami politici che lo hanno stretto ad un altro popolo ed assuma tra le potenze della terra lo stato di potenza separata ed uguale a cui le Leggi della Natura e del Dio della Natura gli danno diritto, un conveniente riguardo alle opinioni dell'umanità richiede che quel popolo dichiari le ragioni per cui è costretto alla secessione.

    Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e la ricerca della Felicità; che per garantire questi diritti sono istituiti tra gli uomini governi che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qualvolta una qualsiasi forma di governo tende a negare questi fini, il popolo ha diritto di mutarla o abolirla e di istituire un nuovo governo fondato su tali principi e di organizzarne i poteri nella forma che sembri al popolo meglio atta a procurare la sua Sicurezza e la sua Felicità.

     

    Vi prego prendetevi 5 minuti per lasciarvi colpire dalla forza delle parole e per assaporare questi concetti universali e non stupitevi se sentite un brivido di emozione scendervi lungo la schiena.

    Bello vero?

     

    Non vorrei che vi foste scaldati troppo e quindi è il momento di fare una bella doccia fredda leggendo i primi due articoli della sacra e inviolabile Costituzione Italiana:

     

    PRINCIPI FONDAMENTALI

    Art. 1.

    L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

    La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

    Art. 2.

    La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

     

    Wow, molto emozionante...

     

    Sarebbero questi i principi in base ai quali dovremmo sentirci parte di qualcosa? L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro? Il lavoro di chi? Il mio? Il tuo? A che pro? Dove sono io in queste parole, dove sono gli individui, i loro desideri e le loro aspirazioni? Dove sono la libertà, la proprietà e la ricerca della felicità? Tutti frutti di sforzi individuali che, volti a gratificare se stessi creano di rimando il bene comune. D’altra parte sia la dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino che quella d’indipendenza sono figlie di una cultura laica ed illuminista, che è il fondamento della civiltà occidentale.

    La Costituzione Italiana nasce da un pernicioso compromesso, volto a soddisfare la componente marxista di quella tanto santificata Resistenza anti-fascista, nel tentativo di placare i conflitti interni di un popolo che usciva da due anni di guerra civile all’interno di una guerra mondiale. Perché di questo si trattava, non intendo seguire la semantica della storiografia socialista chiamando in altro modo ciò che è seguito all’8 settembre 1943.

     

    Ebbene sia detto, nel caso non sia sufficientemente chiaro, che il tentativo è fallito. Saranno state forse riposte le armi, almeno la maggior parte, ma l’Italia non è stato e non è tutt’ora un paese pacificato. Lo dimostra il fatto che da allora fino ad oggi quasi ogni disputa, sia essa di natura politica, ideologica o sociale, è sfociata in atti di violenza. Basti pensare al ’68, che in tutto il mondo è rappresentato dalla musica rock, dai figli dei fiori con i loro grandi raduni e dalla rivoluzione sessuale. In Italia è stato il principio degli anni di piombo e di un femminismo tignoso e feroce che non si è liberato dai condizionamenti della Chiesa Cattolica, ma che ha portato a una incomprensione profonda tra uomini e donne.

    Questo è lo specchio di un conflitto interno che non è mai stato risolto.

     

    I toni della lettera di Veltroni ne sono un chiaro esempio. In Italia esiste ancora  nella sinistra una supponenza profonda, perché si pone al di sopra degli altri affermando tacitamente di considerarsi intellettualmente e moralmente superiore agli altri. Addirittura ci sono personaggi, come l’editorialista di Repubblica Michele Serra, che arrivano a sostenere la superiorità “antropologica” dell’uomo di sinistra. Berlusconi viene contestato perché avrebbe dato dei coglioni (oggi ha smorzato i toni chiamandoli grulli) agli elettori di sinistra, ebbene Veltroni non ha neanche bisogno di affermarlo esplicitamente in campagna elettorale. La gran parte della sinistra si considera superiore alla destra e, anche se non lo dice apertamente, non manca di mostrarlo anche nelle cose di ogni giorno. Sarà per questo che i sinistri hanno bisogno di pensare che Berlusconi sia il male assoluto mentre Veltroni è un angelo immacolato dotato di splendente aureola, venuto a mondare le lordure d’Italia (prima che mi si dia del paranoico faccio notare che sono proprio le parole usate da gente come Eco, Camilleri e compagnia danzante).

    Ebbene così sia. Sono di destra, quindi devo essere malvagio, ma io ho fatto una scelta e anche se non santifico il mio candidato, consapevole di tutti i difetti e le storture che può avere, lo sosterrò dall’inizio alla fine. Vivere significa scegliere e accettare il peso delle conseguenze.

     

    Ecco dunque spiegato il secondo argomento di cui volevo parlare. La litigiosità degli Italiani. Questa ha senza dubbio radici storiche remote che cominciano con quindici secoli di divisione di una piccola penisola che non è stata mai più unita dopo la caduta dell’Impero Romano; nemmeno dopo la proclamazione del Regno d’Italia nel 1861. Un’unità che fu voluta da uno sparuto gruppo di idealisti intellettuali più che dalla volontà politica del popolo e dei regnanti.

    Eppure gli Stati Uniti sono una nazione nata dal nulla, un patchwork di immigranti, disperati, disadattati, spesso considerati dei folli nei paesi di origine. Eppure gli Stati Uniti hanno combattuto quattro anni di guerra civile, caso vuole proprio negli anni in cui facevano l’unità d’Italia.

    Vero. Ciò nonostante gli Stati Uniti sono ora una nazione più unita che mai.

    Forse perché non si sono nascosti le loro divergenze, per grandi che fossero. Hanno combattuto, si sono fatti del male, molto, e hanno alla fine risolto i loro contrasti, rifacendosi proprio alla forza di quelle idee che sono i principi della loro nazione. A dispetto delle divergenze quotidiane che pure esistono ancora, e anzi sono forse più forti che altrove, essi hanno il senso della nazione e quando vengono attaccati diventano una cosa sola.

     

    Noi non siamo così fortunati.

    March 17

    Dublino in 3 parole

    Sono appena tornato e domani riparto per la Romania quindi mi limito a descrivere Dublino in 3 parole per poi approfondire quando avrò un minuto di tempo libero.
     
    wow WOW WWWOOOWWW!!!!